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Stella: Bonjour! Ti do il benvenuto a Francese en route. Io sono Stella e sono una grandissima fan della cultura francofona. In questo podcast ti porterò con me in un viaggio virtuale. Visiteremo diverse zone del mondo francofono e ascolteremo tante storie, naturalmente in francese! Io ti spiegherò le parole più difficili e ti darò qualche informazione utile sul contesto. Ma ricorda che questo non è solo un podcast per imparare la lingua. È anche un modo divertente per conoscere meglio la cultura dei paesi francofoni.
Stella: Bonjour! Ti do il benvenuto a Francese en route. Io sono Stella e sono una grandissima fan della cultura francofona. In questo podcast ti porterò con me in un viaggio virtuale. Visiteremo diverse zone del mondo francofono e ascolteremo tante storie, naturalmente in francese! Io ti spiegherò le parole più difficili e ti darò qualche informazione utile sul contesto. Ma ricorda che questo non è solo un podcast per imparare la lingua. È anche un modo divertente per conoscere meglio la cultura dei paesi francofoni.
00:48
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Se preferisci, durante l’ascolto puoi leggere la trascrizione completa dell’episodio. La trovi sul sito babbel.com/podcasts oppure cliccando sul link nella descrizione dell’episodio.
Se preferisci, durante l’ascolto puoi leggere la trascrizione completa dell’episodio. La trovi sul sito babbel.com/podcasts oppure cliccando sul link nella descrizione dell’episodio.
01:03
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Oggi andremo in Medio Oriente, precisamente in Libano. La lingua ufficiale del Libano è l’arabo, ma il 40% della popolazione libanese è anche francofona. Questo significa che passa dal francese all’arabo e viceversa senza alcuna difficoltà. 
Ma come mai tutte queste persone in Libano parlano francese? Be’, dopo la Prima Guerra Mondiale, la Francia e la Gran Bretagna hanno siglato un accordo segreto, il Trattato di Sykes-Picot, con cui si sono spartite quello che prima era l’Impero Ottomano. 
La Francia si è presa il territorio su cui oggi si trovano il Libano e la Siria. Le lingue ufficiali di questa regione sono state l’arabo e il francese fino al 1943, quando il mandato francese è stato abolito e il Libano e la Siria hanno ottenuto l’indipendenza.
Oggi andremo in Medio Oriente, precisamente in Libano. La lingua ufficiale del Libano è l’arabo, ma il 40% della popolazione libanese è anche francofona. Questo significa che passa dal francese all’arabo e viceversa senza alcuna difficoltà. 
Ma come mai tutte queste persone in Libano parlano francese? Be’, dopo la Prima Guerra Mondiale, la Francia e la Gran Bretagna hanno siglato un accordo segreto, il Trattato di Sykes-Picot, con cui si sono spartite quello che prima era l’Impero Ottomano. 
La Francia si è presa il territorio su cui oggi si trovano il Libano e la Siria. Le lingue ufficiali di questa regione sono state l’arabo e il francese fino al 1943, quando il mandato francese è stato abolito e il Libano e la Siria hanno ottenuto l’indipendenza.
01:58
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Oggi ascolteremo la storia di Lina. Lina è libanese ma vive a Berlino da più di dieci anni e sta per raccontarci di quando, qualche tempo fa, è tornata a casa per Natale.
Oggi ascolteremo la storia di Lina. Lina è libanese ma vive a Berlino da più di dieci anni e sta per raccontarci di quando, qualche tempo fa, è tornata a casa per Natale.
02:12
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Ti piace l’atmosfera natalizia? Spero di sì! Allora… partiamo!
Ti piace l’atmosfera natalizia? Spero di sì! Allora… partiamo!
02:32
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Lina: Je m’appelle Lina, je suis libanaise et j’habite à Berlin depuis plus de 10 ans. Je viens d’une grande famille arabe de 4 enfants. Aujourd’hui, bien sûr, la famille est plus grande : j’ai plein de neveux et de nièces, des beaux-frères et des belles-sœurs.
Lina: Je m’appelle Lina, je suis libanaise et j’habite à Berlin depuis plus de 10 ans. Je viens d’une grande famille arabe de 4 enfants. Aujourd’hui, bien sûr, la famille est plus grande : j’ai plein de neveux et de nièces, des beaux-frères et des belles-sœurs.
02:51
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Mon histoire se passe en décembre 2019, avant la pandémie, quand on avait encore des trucs intéressants à vivre. Je suis retournée à Beyrouth pour rendre visite à ma famille pour Noël.
Mon histoire se passe en décembre 2019, avant la pandémie, quand on avait encore des trucs intéressants à vivre. Je suis retournée à Beyrouth pour rendre visite à ma famille pour Noël.
03:10
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Stella: Lina viene da una grande famiglia araba. Erano quattro fratelli e sorelle e oggi la famiglia è diventata ancora più grande, perché ha molti nipoti, cognati e cognate, “des beaux-frères et des belles-sœurs”.
 
La sua storia si svolge nel dicembre del 2019, prima della pandemia, “quand on avait encore des trucs intéressants à vivre”, quando avevamo ancora cose interessanti da fare. “Des trucs” è un’espressione colloquiale per dire “cosa, roba”. 
 
E in effetti, quell’anno Lina è tornata a Beirut dalla sua famiglia per Natale!
Stella: Lina viene da una grande famiglia araba. Erano quattro fratelli e sorelle e oggi la famiglia è diventata ancora più grande, perché ha molti nipoti, cognati e cognate, “des beaux-frères et des belles-sœurs”.
 
La sua storia si svolge nel dicembre del 2019, prima della pandemia, “quand on avait encore des trucs intéressants à vivre”, quando avevamo ancora cose interessanti da fare. “Des trucs” è un’espressione colloquiale per dire “cosa, roba”. 
 
E in effetti, quell’anno Lina è tornata a Beirut dalla sua famiglia per Natale!
03:50
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Lina: Aller à Beyrouth pour Noël, c’est pas du tout des vacances ! C’est même plus stressant que ma vie à Berlin. Tous les jours, mes neveux me réveillent à 7 heures, ma mère tue un poulet pour le petit-déjeuner, une vache pour le déjeuner et deux moutons pour le dîner. Moi, je ne veux pas manger de viande. Mais ma mère ne comprend pas.
Lina: Aller à Beyrouth pour Noël, c’est pas du tout des vacances ! C’est même plus stressant que ma vie à Berlin. Tous les jours, mes neveux me réveillent à 7 heures, ma mère tue un poulet pour le petit-déjeuner, une vache pour le déjeuner et deux moutons pour le dîner. Moi, je ne veux pas manger de viande. Mais ma mère ne comprend pas.
04:19
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Pendant le dîner, tout le monde boit du vin et du whisky. On parle beaucoup, on débat. J’explique à ma mère que je ne mange pas que du tofu. Mais elle ne comprend pas ça non plus.
Pendant le dîner, tout le monde boit du vin et du whisky. On parle beaucoup, on débat. J’explique à ma mère que je ne mange pas que du tofu. Mais elle ne comprend pas ça non plus.
04:37
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Stella: Secondo Lina, andare a Beirut per Natale non è affatto una vacanza. Anzi, è persino più stressante della sua vita a Berlino! I suoi nipoti la svegliano ogni giorno alle 7, sua madre uccide un pollo per colazione, una mucca per pranzo e due pecore per cena. Lina non vuole mangiare carne e sua madre non lo capisce. A cena, tutti bevono vino e whisky. Parlano molto e discutono. Lina spiega a sua madre che non mangia solo tofu: “je ne mange pas que du tofu”, ma lei non capisce nemmeno questo, “elle ne comprend pas ça non plus”.
Stella: Secondo Lina, andare a Beirut per Natale non è affatto una vacanza. Anzi, è persino più stressante della sua vita a Berlino! I suoi nipoti la svegliano ogni giorno alle 7, sua madre uccide un pollo per colazione, una mucca per pranzo e due pecore per cena. Lina non vuole mangiare carne e sua madre non lo capisce. A cena, tutti bevono vino e whisky. Parlano molto e discutono. Lina spiega a sua madre che non mangia solo tofu: “je ne mange pas que du tofu”, ma lei non capisce nemmeno questo, “elle ne comprend pas ça non plus”.
05:16
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Lina: Cette année-là, deux amis français viennent me rendre visite au Liban. Les trois premiers jours de leur visite se passent comme prévus : ils font une overdose de houmous et ils sont surpris parce qu’il pleut tout le temps. Bien sûr, ils sont français alors ils critiquent beaucoup : il y a trop de circulation sur la route, les Libanais ne respectent pas l’environnement et cetera… Mais ils oublient que le Liban est un pays qui a connu beaucoup de guerres. Pour un Libanais, séparer le papier et le plastique, c’est bien mais avoir un toit c’est plus important !
Lina: Cette année-là, deux amis français viennent me rendre visite au Liban. Les trois premiers jours de leur visite se passent comme prévus : ils font une overdose de houmous et ils sont surpris parce qu’il pleut tout le temps. Bien sûr, ils sont français alors ils critiquent beaucoup : il y a trop de circulation sur la route, les Libanais ne respectent pas l’environnement et cetera… Mais ils oublient que le Liban est un pays qui a connu beaucoup de guerres. Pour un Libanais, séparer le papier et le plastique, c’est bien mais avoir un toit c’est plus important !
06:03
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Stella: Quell’anno, due amici francesi decidono di andare a trovarla in Libano. I primi tre giorni trascorrono come previsto, “se passent comme prévus”: fanno una scorpacciata di hummus e si stupiscono del fatto che piova tutto il tempo. “Bien sûr”, naturalmente, sono francesi e perciò si lamentano molto: c’è troppo traffico, i libanesi non rispettano l’ambiente, e così via. Per un libanese, va bene separare la carta e la plastica, ma avere un tetto, “un toit”, sulla testa, è più importante. 
 
Ho trascorso un periodo in Libano e posso confermare questa descrizione. È un luogo caotico, ma chiunque abbia vissuto negli anni Ottanta sa che il Libano è stato martoriato dalla guerra per decenni. Eppure, allo stesso tempo, è un Paese culturalmente ricco e un luogo di straordinaria bellezza naturale. E la sua gente è accogliente e generosa.
Stella: Quell’anno, due amici francesi decidono di andare a trovarla in Libano. I primi tre giorni trascorrono come previsto, “se passent comme prévus”: fanno una scorpacciata di hummus e si stupiscono del fatto che piova tutto il tempo. “Bien sûr”, naturalmente, sono francesi e perciò si lamentano molto: c’è troppo traffico, i libanesi non rispettano l’ambiente, e così via. Per un libanese, va bene separare la carta e la plastica, ma avere un tetto, “un toit”, sulla testa, è più importante. 
 
Ho trascorso un periodo in Libano e posso confermare questa descrizione. È un luogo caotico, ma chiunque abbia vissuto negli anni Ottanta sa che il Libano è stato martoriato dalla guerra per decenni. Eppure, allo stesso tempo, è un Paese culturalmente ricco e un luogo di straordinaria bellezza naturale. E la sua gente è accogliente e generosa.
07:04
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Lina: Un jour, nous décidons d’aller à Sour, une ville au sud du Liban. Sour est une ville magnifique, très ancienne. Mais il y a le Hezbollah. Le Hezbollah, c’est le parti musulman chiite. Et il utilise cette ville comme base pour protéger la frontière avec Israël. Il faut donc faire attention : on ne peut pas dire n’importe quoi ou aller n’importe où.
Lina: Un jour, nous décidons d’aller à Sour, une ville au sud du Liban. Sour est une ville magnifique, très ancienne. Mais il y a le Hezbollah. Le Hezbollah, c’est le parti musulman chiite. Et il utilise cette ville comme base pour protéger la frontière avec Israël. Il faut donc faire attention : on ne peut pas dire n’importe quoi ou aller n’importe où.
07:38
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Nous partons en voiture. Mes amis sont très heureux de visiter le Liban, il fait beau, tout va bien. Nous arrivons à Sour. Mais soudain, il y a un poste de contrôle du Hezbollah. Et mon ami français qui conduit la voiture ne s’arrête pas !
Nous partons en voiture. Mes amis sont très heureux de visiter le Liban, il fait beau, tout va bien. Nous arrivons à Sour. Mais soudain, il y a un poste de contrôle du Hezbollah. Et mon ami français qui conduit la voiture ne s’arrête pas !
08:04
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Stella: Un giorno, Lina e i suoi amici decidono di andare a Sour, una città nel sud del Libano. Si tratta di una città ricca di siti archeologici e dichiarata anche Patrimonio dell’UNESCO. Lina racconta che Sour è una città magnifica e antichissima. Ma qui c’è anche Hezbollah, il partito islamico sciita, che usa la città come base per proteggere il confine con Israele. Bisogna fare attenzione, dice Lina: “on ne peut pas dire n’importe quoi ou aller n’importe où”, non si può dire qualsiasi cosa e non si può andare ovunque.
 
Partono in auto e fila tutto liscio finché non arrivano a Sour, dove si trovano davanti un posto di blocco di Hezbollah. E l’amico di Lina che è alla guida, non si ferma!
Stella: Un giorno, Lina e i suoi amici decidono di andare a Sour, una città nel sud del Libano. Si tratta di una città ricca di siti archeologici e dichiarata anche Patrimonio dell’UNESCO. Lina racconta che Sour è una città magnifica e antichissima. Ma qui c’è anche Hezbollah, il partito islamico sciita, che usa la città come base per proteggere il confine con Israele. Bisogna fare attenzione, dice Lina: “on ne peut pas dire n’importe quoi ou aller n’importe où”, non si può dire qualsiasi cosa e non si può andare ovunque.
 
Partono in auto e fila tutto liscio finché non arrivano a Sour, dove si trovano davanti un posto di blocco di Hezbollah. E l’amico di Lina che è alla guida, non si ferma!
08:57
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Lina: Un homme armé hurle et court vers nous avec son arme, mon ami arrête la voiture. On a super peur. Je m’excuse et j’explique en arabe : « il est français et il ne connaît pas les règles au Liban ». Le soldat comprend, il rit, je ris, mes amis français rient aussi mais sans comprendre pourquoi.
Lina: Un homme armé hurle et court vers nous avec son arme, mon ami arrête la voiture. On a super peur. Je m’excuse et j’explique en arabe : « il est français et il ne connaît pas les règles au Liban ». Le soldat comprend, il rit, je ris, mes amis français rient aussi mais sans comprendre pourquoi.
09:26
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Finalement, nous visitons Sour : les plages, la ville antique, le port, le marché, tous les quartiers touristiques. C’est très beau ! À la fin de la journée, mes amis insistent pour se promener dans un quartier moins touristique, au hasard. Il fait noir, j’ai un peu peur mais j’accepte.
Finalement, nous visitons Sour : les plages, la ville antique, le port, le marché, tous les quartiers touristiques. C’est très beau ! À la fin de la journée, mes amis insistent pour se promener dans un quartier moins touristique, au hasard. Il fait noir, j’ai un peu peur mais j’accepte.
09:55
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Stella: Un uomo armato urla e corre verso i ragazzi con la sua arma in mano. A questo punto, l’amico di Lina ferma l’auto. Sono super spaventati! Lina si scusa e spiega in arabo che il suo amico è francese e non conosce le regole del Libano. Fortunatamente, il soldato capisce. Lui ride, Lina ride, e anche i suoi amici francesi ridono, anche se non capiscono il perché.
 
Alla fine, i ragazzi visitano Sour: le spiagge, la città vecchia, il porto, il mercato e tutte le zone turistiche. Lina dice che è bellissima. 
Alla fine del giro, i suoi amici insistono per fare una passeggiata in una zona meno turistica, “au hasard”, a caso. Si sta facendo buio e Lina è un po’ spaventata, ma accetta comunque.
Stella: Un uomo armato urla e corre verso i ragazzi con la sua arma in mano. A questo punto, l’amico di Lina ferma l’auto. Sono super spaventati! Lina si scusa e spiega in arabo che il suo amico è francese e non conosce le regole del Libano. Fortunatamente, il soldato capisce. Lui ride, Lina ride, e anche i suoi amici francesi ridono, anche se non capiscono il perché.
 
Alla fine, i ragazzi visitano Sour: le spiagge, la città vecchia, il porto, il mercato e tutte le zone turistiche. Lina dice che è bellissima. 
Alla fine del giro, i suoi amici insistono per fare una passeggiata in una zona meno turistica, “au hasard”, a caso. Si sta facendo buio e Lina è un po’ spaventata, ma accetta comunque.
10:48
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Lina: On marche une heure et on arrive devant un quartier contrôlé par le Hezbollah. Il n’y a personne dans la rue. L’entrée est bloquée par des barrières métalliques. Comme dans un film de zombie. Bref, n’importe qui voudrait partir.
Lina: On marche une heure et on arrive devant un quartier contrôlé par le Hezbollah. Il n’y a personne dans la rue. L’entrée est bloquée par des barrières métalliques. Comme dans un film de zombie. Bref, n’importe qui voudrait partir.
11:09
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Mais pas mes deux amis français. Non, eux, ils sont intrigués, bien sûr ! 
« Est-ce qu’on peut entrer, tu crois, Lina ? » me demande mon amie. Entrer ? Mais, n’importe quoi ! Ils sont fous ! On va être arrêtés et interrogés comme des espions ! À ce moment-là, je pète les plombs. Je crie : soit on rentre à Beyrouth maintenant, soit je vous laisse ici !
Mais pas mes deux amis français. Non, eux, ils sont intrigués, bien sûr ! 
« Est-ce qu’on peut entrer, tu crois, Lina ? » me demande mon amie. Entrer ? Mais, n’importe quoi ! Ils sont fous ! On va être arrêtés et interrogés comme des espions ! À ce moment-là, je pète les plombs. Je crie : soit on rentre à Beyrouth maintenant, soit je vous laisse ici !
11:41
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Stella: I ragazzi camminano per un’ora e si ritrovano davanti a una zona controllata da Hezbollah. Non c’è nessuno per strada e l’ingresso è bloccato da una recinzione metallica, come in un film di zombie. In breve, chiunque vorrebbe andarsene da lì, “n’importe qui voudrait partir”. Tranne i due amici di Lina! Anzi, la cosa li stuzzica, naturalmente! E infatti, chiedono all’amica se secondo lei possono entrare. 
“Entrer ?” dice Lina. E poi risponde: “N’importe quoi !”, che assurdità! 
E aggiunge: “Ils sont fous !”, sono pazzi! 
Se entrassero lì dentro, verrebbero arrestati e interrogati come spie. In quel momento, racconta Lina, “je pète les plombs”, che significa “vado fuori di testa”. E dà agli amici un ultimatum: o ce ne torniamo a Beirut immediatamente, o vi lascio qui! 
 
Direi che è stata piuttosto convincente…
Stella: I ragazzi camminano per un’ora e si ritrovano davanti a una zona controllata da Hezbollah. Non c’è nessuno per strada e l’ingresso è bloccato da una recinzione metallica, come in un film di zombie. In breve, chiunque vorrebbe andarsene da lì, “n’importe qui voudrait partir”. Tranne i due amici di Lina! Anzi, la cosa li stuzzica, naturalmente! E infatti, chiedono all’amica se secondo lei possono entrare. 
“Entrer ?” dice Lina. E poi risponde: “N’importe quoi !”, che assurdità! 
E aggiunge: “Ils sont fous !”, sono pazzi! 
Se entrassero lì dentro, verrebbero arrestati e interrogati come spie. In quel momento, racconta Lina, “je pète les plombs”, che significa “vado fuori di testa”. E dà agli amici un ultimatum: o ce ne torniamo a Beirut immediatamente, o vi lascio qui! 
 
Direi che è stata piuttosto convincente…
12:43
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Lina: Finalement, on retourne à la voiture. Sur la route, je ne veux plus un mot en français. Nous arrivons à la maison après le dîner. Mes amis racontent notre histoire. Ma mère est triste, elle me dit : mais pourquoi tu n’as pas laissé tes amis à Sour ? J’avais préparé un riz au poulet, du fattouche et du tabbouleh !
Lina: Finalement, on retourne à la voiture. Sur la route, je ne veux plus un mot en français. Nous arrivons à la maison après le dîner. Mes amis racontent notre histoire. Ma mère est triste, elle me dit : mais pourquoi tu n’as pas laissé tes amis à Sour ? J’avais préparé un riz au poulet, du fattouche et du tabbouleh !
13:08
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Stella: Finalmente, tornano all’auto. Sulla strada del ritorno, Lina non vuole più sentire una parola in francese. Arrivano a casa dopo cena e i suoi amici raccontano la storia.
Stella: Finalmente, tornano all’auto. Sulla strada del ritorno, Lina non vuole più sentire una parola in francese. Arrivano a casa dopo cena e i suoi amici raccontano la storia.
13:20
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Stranamente, la madre di Lina è triste e chiede alla figlia: “Ma perché non hai lasciato i tuoi amici a Sour?” È una domanda un po’ curiosa, ma in realtà la donna è dispiaciuta perché Lina si è persa la cena speciale che aveva preparato: riso al pollo, fattouche, che è un’insalata con pomodori, ravanelli e altre verdure servita con pane tostato, e tabbouleh, un piatto preparato con prezzemolo tritato, menta, cipolla, grano Bulgur, semi di melograno, olio d’oliva e succo di limone. Decisamente un menu da non perdere!
Stranamente, la madre di Lina è triste e chiede alla figlia: “Ma perché non hai lasciato i tuoi amici a Sour?” È una domanda un po’ curiosa, ma in realtà la donna è dispiaciuta perché Lina si è persa la cena speciale che aveva preparato: riso al pollo, fattouche, che è un’insalata con pomodori, ravanelli e altre verdure servita con pane tostato, e tabbouleh, un piatto preparato con prezzemolo tritato, menta, cipolla, grano Bulgur, semi di melograno, olio d’oliva e succo di limone. Decisamente un menu da non perdere!
13:59
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Et voilà… un insolito racconto natalizio dal Medio Oriente!

Se ti va di metterti alla prova, ascolta la versione della storia senza le mie spiegazioni! Potrai comunque tornare indietro e riascoltare, se ne hai bisogno.
Et voilà… un insolito racconto natalizio dal Medio Oriente! 
 
 Se ti va di metterti alla prova, ascolta la versione della storia senza le mie spiegazioni! Potrai comunque tornare indietro e riascoltare, se ne hai bisogno.
14:14
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Se vuoi farci sapere la tua opinione su questo podcast, inviaci una mail a podcasting@babbel.com oppure lascia un commento nella sezione dedicata. E ricorda che puoi anche partecipare al sondaggio nella descrizione dell’episodio.
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14:32
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Grazie per averci ascoltato e… ti aspettiamo al prossimo episodio!
Grazie per averci ascoltato e… ti aspettiamo al prossimo episodio!
14:37
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Au revoir !
Au revoir !
End
Lina ci racconta di un Natale molto particolare trascorso nella capitale del Libano. Oggi partiamo per Beirut, la capitale del Libano, dove accompagnamo Lina e i suoi amici in un viaggio culturale e culinario. Cosa ne pensi di Francese en route? Facci sapere come possiamo migliorare! Clicca su questo link per partecipare al nostro sondaggio! Merci! https://bit.ly/ita_survey Per farci sapere la tua opinione puoi anche scrivere a podcasting@babbel.com